Irpef e lavoro dipendente
Sul piano strettamente fiscale, il perno fiscale più impattante è la riduzione dell’aliquota Irpef per il ceto medio: la seconda aliquota scende dal 35% al 33% per i redditi fino a 50mila euro.
Accanto al taglio, la Manovra introduce una tassazione agevolata al 5% sugli incrementi contrattuali per redditi fino a 33mila euro e contratti rinnovati dal 2024 al 2026, e riduce all’1% l’imposta sostitutiva sui premi di risultato e sulle forme di partecipazione agli utili d’impresa fino a 5mila euro.
La rottamazione quinquies in 9 anni
Sul fronte della riscossione confermata la tanto discussa rottamazione quinquies, che consente di estinguere i debiti maturati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 con una rateizzazione su 9 anni, in 54 rate bimestrali. Unica novità, il tasso di interesse che verrà applicato alle rate, che passa dal 4 al 3%.
Nuove imposte e rinvii: pacchi, Tobin tax e accise
Per finanziare parte degli interventi, la Manovra introduce e rafforza alcuni prelievi. Arriva la tanto chiacchierata tassa di 2 euro sui piccoli pacchi extra-Ue fino a 150 euro di valore, ribattezzata ormai “anti-Shein” o “anti-Temu”, e raddoppia la Tobin tax sulle transazioni finanziarie.
Si alza inoltre da 8 a 10 euro la soglia esentasse dei buoni pasto, misura che incide soprattutto sul lavoro dipendente e sui piani welfare aziendali.
In parallelo, aumentano le accise su sigarette e gasolio, mentre sugar tax e plastic tax vengono rinviate.
Controlli della PA sui professionisti
Entra nel testo anche la limatura della norma sui professionisti e la PA. In pratica, quando la Pubblica amministrazione deve pagare un professionista per importi superiori a 5mila euro, prima verifica l’esistenza di debiti fiscali e, se presenti, “chiude” le pendenze con l’agente della riscossione, pagando poi al beneficiario solo la parte residua. Un meccanismo che, di fatto, trasforma la PA in un filtro di recupero crediti e impone più attenzione nella gestione della posizione fiscale.
Le misure per le imprese
Incentivi: iperammortamento Made in EU e rifinanziamenti
Per quanto riguarda le imprese, il pacchetto pro-investimenti riparte dall’iperammortamento: dal 2026 scatta una maxi-deduzione per investimenti in beni strumentali effettuati fino al 30 settembre 2028 su prodotti made in EU.
Restano in campo alcuni rifinanziamenti che interessano direttamente la programmazione industriale: Transizione 5.0 viene rifinanziata (1,3 miliardi) e vengono messe altre risorse sulla Zes (532,64 milioni)con tanto di aliquote molto più alte per l’agricoltura che sfuorano il 59%, oltre al rifinanziamento della Nuova Sabatini. In compenso, saltano le aliquote agevolate per gli investimenti green (fino al 220%) previste nelle versioni precedenti del pacchetto
Casa: bonus confermati, nuove regole per gli affitti brevi
Capitolo famiglie. Per l’abitazione, la Manovra conferma anche per il 2026 il bonus ristrutturazioni al 50% sulla prima casa (36% sulle altre) e proroga Sismabonus e Bonus mobili, con detrazione al 50% fino a 5mila euro.
Sugli affitti brevi resta la cedolare secca al 21% per il primo immobile, ma sale al 26% sul secondo; dal terzo immobile, invece, scatta l’attività d’impresa, con un cambio netto di regime per chi “scala” la locazione turistica. È previsto inoltre – novità arrivata all’ultimo minuto – che anche gli immobili condonati possano accedere agli incentivi edilizi, mentre compaiono nuove risorse per il Piano casa e un contributo per il sostegno abitativo destinato a genitori separati o divorziati.
Isee: prima casa “meno pesante”
Un tassello che può avere effetti trasversali su bonus e prestazioni è l’innalzamento del tetto di esclusione dell’abitazione dall’Isee: 91.500 euro, che sale a 200mila nelle città metropolitane. È una modifica che, per molte famiglie proprietarie, può spostare l’accesso a benefici legati all’indicatore.
Scuola e cultura: bonus libri, paritarie e nuova card per i neodiplomati
Sul versante figli e istruzione arrivano interventi a platea selettiva: un bonus libri per le scuole superiori (con contributo comunale) per famiglie con Isee fino a 30mila euro e un bonus fino a 1.500 euro per studente per chi sceglie la scuola paritaria, sempre con Isee fino a 30mila euro. Le paritarie, inoltre, potranno essere esentate dall’Imu.
Nel capitolo cultura compare poi una nuova Carta Valore Cultura per i neodiplomati, e viene rifinanziato con 3 milioni per il 2026 il Fondo per l’Erasmus italiano.